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COMACCHIO E IL DELTA DEL PO

Nella provincia di Ferrara si estende il Parco del Delta del Po, un’area naturalistica in cui terra e acqua si incontrano e creano una perfetta geometria del paesaggio.
La particolare conformazione del territorio ha creato un habitat perfetto per una moltitudine di specie animali, che rendono ancora più interessante ogni singola passeggiata.
Visitando queste zone si respira una cultura che si fonda proprio sull’interconnessione fra terra e acqua e in cui la pesca rappresenta da secoli la principale fonte di sostentamento.
Abbiamo deciso di visitare queste zone a novembre, nonostante molte delle attività consigliate non fossero praticabili. Tuttavia non ci siamo pentiti di questa scelta: la nebbia che avvolge e abbraccia il paesaggio e quella sensazione di “natura a riposo” hanno conferito alla nostra meta un’atmosfera particolare, quasi magica.
L’intera zona è ricca di angoli solitari e nascosto ma di rara bellezza.
Sicuramente però torneremo nel Parco del Delta in primavera, sfruttando a pieno le possibilità che esso offre, come gli itinerari cicloturistici, i giri in motonave,il birdwatching e la visita al Bosco della Mesola.
Nel nostro giro per il Delta del Po siamo partiti da Ferrara, di cui però parleremo nel prossimo itinerario.


GIORNO 1 – COMACCHIO
La città più caratteristica dell’intero Delta è Comacchio, da molti paragonata a Venezia.
Proprio come la più conosciuta città lagunare, Comacchio incanta con il suo inteccio di canali, che silenziosamente di insinuano tra le strade del centro storico.
E’ esattamente questo il perfetto equilibrio tra terra e acqua, tra solido e mutevole.
Comacchio ha origini molto antiche e la sua attuale conformazione testimonia come il suo sviluppo sia stato legato all’acqua, prezioso strumento commerciale.
La città riuscì a costruire una flotta così potente da insidiare addirittura la repubblica marinara di Venezia.
Abbiamo lasciato il nostro camper nell’ampio parcheggio di via Fattibello (parcheggio del supermercato Coop, gratuito e a 5 minuti dal centro) e da lì abbiamo iniziato l’esplorazione del centro storico.
A pochi metri di distanza si ammirano subito i celebri Trepponti, forse il monumento più rappresentativo della città. Il complesso è costituito da 5 scalinate: due poste sul fronte anteriore e tre su quello posteriore.
Su una delle torri è visibile anche una lapide con incisi dei versi della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso che declamano la bellezza di questi luoghi.
Iniziare l’esplorazione con questo monumento dall’aspetto curioso ma allo stesso tempo imponente non fa che aumentare la voglia di proseguire!
Scendendo dai Trepponti si incontra un’importante testimonianza storica della tradizione di Comacchio, ovvero la pesca.
Qui si trova infatti l’Antica Pescheria, mercato del pesce originario del XVII secolo e ancora oggi attivo.
Proseguendo per il dedalo di canali, si arriva al Ponte degli Sbirri, così chiamato per la sua vicinanza alle antiche carceri.
Da qui si può osservare l’Antico Ospedale degli Infermi, che ad una prima occhiata sempre quasi una cattedrale.
Il nostro consiglio è di proseguire la passeggiata seguendo l’istinto e senza una meta precisa, lasciandosi liberamente attrarre dalle casette colorate che si riflettono nelle placide acque dei canali o dalle botteghe con i loro prodotti tipici.
Una cosa fondamentale per una visita di Comacchio che si rispetti è assaggiare, in almeno una delle sue forme, l’alimento cardine del suo commercio:l’anguilla.
Pesce dall’umile aspetto, l’anguilla è la vera regina delle tavole della zona, sulle quali si può trovare alla griglia, in brodetto,marinata, nel risotto…
Noi l’abbiamo assaggiata nel ristorante “Le Gresine” di via Muratori.
Purtroppo noi l’abbiamo mancata, ma tra settembre e ottobre in città si celebra la Sagra dell’Anguilla, a testimonianza di come questo pesce sia un vero e proprio simbolo.

 

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Nei dintorni di Comacchio ci sono i sette lidi, una bella meta per le vacanze con tutta la famiglia.
Abbiamo deciso, nonostante il clima, di concederci una toccata e fuga al Lido degli Estensi per ammirare il mare invernale.
Nella bella stagione è d’obbligo inserire nell’itinerario la Salina di Comacchio, habitat ideale per i fenicotteri rosa.
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GIORNO 2 – GORINO
Via da Comacchio abbiamo trascorso la notte nell’Area sosta camper di via Gorino a Gorino Ferrarese.
In questo punto, ci ha raccontato un anziano pescatore, si incontrano il fiume Po e il Mar Adriatico, creando un ambiente e un paesaggio naturalistico straordinario.
I suoni della natura creano un’atmosfera di tranquillità e serenità, tutta da ascoltare e contemplare.
Sempre stagione permettendo,consigliamo in giro in bici fino alla Lanterna Vecchia, l’antico faro, e un giro tra i canali creati dal Po, attraversando ponti di chiatte circondati solo dall’acqua. (percorsi percorribili anche con il Camper)
Gorino è rinomata per le sue vongole, che noi abbiamo acquistato presso la Cooperativa pescatori, ben visibile quando si arriva in paese.
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ABBAZIA DI POMPOSA
Ci siamo diretti poi all’Abbazia di Pomposa, presso il comune di Codigoro.
L’abbazia benedettina compare improvvisamente agli occhi del visitatore, al quale si mostra con il suo alto campanile che spicca del paesaggio naturale circostante.
Costruita nel IX secolo in stile romanico, l’abbazia è una delle più importanti nel nord Italia.
All’interno si ammirano gli affreschi e soprattutto il bellissimo pavimento a mosaico.         Non accessibile ai cani.
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TORRE ABATE
Dopo un pranzo veloce, ci rimettiamo in viaggio alla volta di Torre Abate, una testimonianza delle attività di bonifica promosse dagli Estensi nel XVI secolo.
Fondendosi perfettamente con l’ambiente palustre che la circonda, Torre Abate rappresenta un importante esempio di architettura idraulica.
L’Oasi naturale che contorna la Torre vede una grande ricchezza di flora e fauna e merita sicuramente una passeggiata attenta. Potrebbe persino capitare di avvistare lo schivo martin pescatore!
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In pratica:
Parcheggio a Comacchio – Via Fattibello, di fronte al supermercato Coop. Gratuito ma senza servizi. Coordinate – N 44.69095 E 12.18447 .
Notte a Gorino – Via Gorino, Proseguire fino in fondo al paese ed entrare nel porto superando il muro di cinta, non badate al cartello di divieto. Coordinate N 44.81813, E 12.35101 Gestito dal Circolo ANMI di Goro e Gorino – con tutti i servizi, Costo 7 euro/24h, 3 euro elettricità, 1 euro carico acqua, 2 euro gettone doccia.
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Greta & Davide
 

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