TRENTINO ALTO ADIGE · Viaggi in Italia

PRIMAVERA IN TRENTINO ALTO ADIGE

Il Trentino-Alto Adige è stata una piacevolissima scoperta!
Meta ideale per chi è in cerca di relax e di contatto con la natura, il Trentino-Alto Adige offre spunti affascinanti per ogni periodo dell’anno e per ogni idea di viaggio.
Noi abbiamo deciso di intraprendere questo primo (ed estremamente ridotto) itinerario in un tiepido weekend di aprile.
Nonostante questo fosse solo un primo assaggio, abbiamo avuto modo di conoscere uno stile di vita saldamente legato alla tradizione ma capace di scommettere nel futuro.
Il Trentino-Alto Adige appare come diviso in due: una metà “più italiana” e un’altra più legata alla confinante Austria.
Nell’Alto Adige, oltre alla differenza linguistica, appare subito evidente come tutti gli aspetti della vita siano influenzati dalla cultura asburgica. Gli altoatesini hanno una propria identità, ben distinta da quella solitamente attribuita all’Italia ma non per questo di minor ricchezza.
Nella provincia di Trento invece si ritrovano caratteristiche più simili a Lombardia e Veneto.
L’intera regione è un caleidoscopio di musiche, costumi, tradizioni e folklore.
Da non dimenticare poi la ricca gastronomia, ricca di formaggi, salumi, distillati e erbe.
La meta è ottima anche per un viaggio insieme al proprio cane, che non potrà che apprezzare le infinite possibilità di passeggiata.
Dovendo riassumere il nostro viaggio, sceglieremmo le parole natura e multiculturalità.
BOLZANO E SOPRABOLZANO
Siamo arrivati a Bolzano nel tardo pomeriggio e ci siamo stabiliti nell’Area sosta di via Maso della Pieve. La fermata dell’autobus a pochi metri consente di arrivare nel centro città comodamente, anche con il cane (al mattino però i mezzi sono molto affollati).
L’indomani iniziamo la nostra esplorazione raggiungendo Soprabolzano (Oberbozen), una piccola cittadina sita su un altopiano a 1221 m.
Arrivarci è molto comodo: in via Renon 12 si trova la stazione della funivia, che in soli 12 minuti porta a Oberbozen.
Qualche piccola vertigine, ma questo non ci impedisce di goderci la splendida vista sulla città che via via scompare sotto ai nostri piedi.
Il costo esiguo, la frequenza delle corse e la possibilità di portare con sè il cane (seppur con guinzaglio e museruola) rendono la funivia un ottimo mezzo per visitare l’Altopiano del Renon.
Una volta arrivati in cima ci avviamo alla volta del sentiero 23, un percorso di facile percorribilità che permette di ammirare un singolare fenomeno naturale: le Piramidi di Terra del Renon.
Si tratta di particolari strutture di terra di origine fluvio-glaciale, formatisi presumibilmente come residui di antichi ghiacciai.
Una volta intrapreso il sentiero, proseguire seguendo i segnavia per Moar im Loch in salita e dopo poco si scorgono le alte piramidi.
La loro forma singolare (e anche un po’ buffa) stimola a contemplarle a lungo nel tentativo di capire come si sono formate.
Salutate le piramidi, riprendiamo il sentiero al contrario fino a tornare di nuovo alla funivia.
Lungo il tragitto un bel prato ci ospita per un breve spuntino e qualche gioco con Mela.
Nel primo pomeriggio torniamo a Bolzano per una passeggiata nel bel centro storico.
Piazza Walther rappresenta un po’ il nostro punto di partenza, con il suo Duomo dall’alta torre campanaria.
Proseguiamo poi seguendo l’istinto più che la guida, incontrando via Della Mostra, con i suoi palazzi settecenteschi, via Dei Portici e via Dei Bottai, adornata dalle vecchie insegne in ferro battuto delle vecchie botteghe.
Le strade sono impreziosite da edifici caratteristici come la Casa della Pesa di Piazza Del Grano e le due antiche farmacie al numero 17 e 46 di via Dei Portici.
Tra una passeggiata e l’altra ci facciamo tentare dagli onnipresenti mercatini di prodotti tipici, comprando canederli, speck e formaggi.
Una parte della giornata va sicuramente alla visita del Museo Archeologico, dedicato perlopiù a Ötzi, “l’uomo venuto dal ghiaccio”.
Bolzano sfoggia fiera quanto scoperto, quasi per caso, nel 1991. E fa bene: il ritrovamento di Ötzi ha mostrato al mondo un quadro senza pari della vita nell’età del rame.
Il museo è davvero ben fatto, ricco di spiegazioni e di video. La chicca è chiaramente Ötzi, visibile per un tempo limitato da un visitatore alla volta.
L’unica pecca (ma si capisce il perchè di questa scelta) è il divieto di ingresso per i cani.
Lasciamo il museo fantasticando su epoche così lontane da noi e con l’autobus torniamo al camper.
In pratica: notte nell’area sosta di via Maso della Pieve, coordinate N 46.47322, E 11.33729
Costo di 1€/ora, notte gratuita. Camper service gratuito, no corrente. Sosta comoda per raggiungere il centro grazie alla fermata dell’autobus 10A e alla pista ciclabile. A pochi metri c’è un supermercato.
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LAGO DI CAREZZA
Lasciamo Bolzano alla volta della Val d’Ega per ammirare un gioiellino della natura altoatesina, il Lago di Carezza.
Il lago si trova a Nova Levante (Welschnofen), splendidamente incorniciato dalle
vette del Catenaccio e del Latemar.
Ci fermiamo nel parcheggio lungo la Grande Strada delle Dolomiti (ben segnalato) e ci incamminiamo;
dopo pochi metri ci troviamo davanti un paesaggio maestoso: il lago si presenta ai nostri occhi come un piccolo specchio d’acqua ghiacciato circondato da abeti e vette innevate.
La tarda primavera e l’estate sono i periodo migliori per ammirare il lago, quando le acque sono completamente scongelate; prima che questo avvenga il bacino è ridotto e non permette di vedere la particolarità delle sue acque, ovvero il caleidoscopio di colori che vi si riflettono.
Il “lago dell’arcobaleno”, così viene anche chiamato, è teatro di numerose leggende.
La principale parla di una bellissima sirena, di cui si innamorò il mago Masarè.
Costui, per farla innamorare, si travestì da venditore di gioielli e creò un arcobaleno lungo le montagne. La sirenetta scoprì però il trucco e si sommerse per sempre nel lago.
Il mago allora, furibondo, gettò tutti i suoi gioielli e i frammenti di arcobaleno nel lago…che da quel giorno risplende in tutti i suoi colori.
Ancora oggi, soprattutto quando il livello dell’acqua è basso, si può scorgere la statua di una bellissima sirenetta che timidamente emerge dal lago.
L’anello intorno al lago consente di fare una passeggiata per nulla impegnativa e di ammirarlo da ogni angolazione, per godere appieno della sua bellezza.
Un rapido spuntino approfittando della giornata di Sole e ci rimettiamo di nuovo in viaggio.

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SILANDRO
Ci dirigiamo così in Val Venosta, più precisamente a Silandro, un piccolo centro a metà strada tra Merano e il Passo Resia.
Il tragitto di circa due ore regala la vista di splendidi paesaggi, con il verde rigoglioso dei meleti e le prime fioriture.
Sulla strada c’è anche un bel negozio in cui abbiamo fatto scorta di succo di mela, un acquisto obbligato per il passaggio in Val Venosta!
Arrivati a Silandro ci stabiliamo nell’area camper di via Vogelsang, dove ci concediamo una breve passeggiata e un po’ di relax.
Il centro di Silandro è grazioso e molto tranquillo, interessante la Chiesa di San Michele con il suo campanile appuntito.
Durante la passeggiata acquistiamo dei bratwurst, le tipiche salsiccie.
In pratica: notte al parcheggio di via Vogelsang, coordinate N 46.62721, E 10.78185
Costo 3€/giorno (gratuiti i primi 180 minuti). Nessun servizio, ma un buon punto per la sosta. Molto tranquillo e a pochi minuti a piedi da un supermercato.
LAGO DI RESIA
La mattina seguente ripartiamo verso San Valentino Alla Muta, dove troviamo il Camping Thöni.
Il campeggio sarà il nostro punto di partenza nella passeggiata verso il vicino Lago di Resia, il più esteso dell’Alto Adige (percorso adatto anche per la bici).
I 1470 m di altitudine si fanno sentire: nonostante il Sole la temperatura è decisamente bassa!
Dal campeggio è possibile intraprendere una passeggiata verso il Lago di Resia.
Il paesaggio immobile e la natura silenziosa rendono la camminata molto rilassante e per nulla faticosa.
Finalmente arriviamo alla nostra vera meta e quella che ci troviamo davanti è un’immagine surreale e misteriosa, triste e affascinante.
Il campanile che emerge dalle placide acque del lago racconta di un passato dimenticato, di un paese cancellato per rispondere alla richiesta di energia idroelettrica.
Nel 1950 infatti la costruzione di una diga comportò la sparizione del comune di Curon Venosta, di cui oggi rimane il solitario campanile.
Storie e leggende circondano questo luogo, tra cui la credenza che in alcuni giorni dell’anno si possa ancora sentire il suono delle campane sotto all’acqua.
Al di là di tutto il lago rappresenta un’oasi di pace e di relax ed è un’ottima meta estiva per sport acquatici come il kite surf.
Dopo aver contemplato questo luogo, ci rimettiamo in cammino verso il campeggio.
In pratica: notte nel Camping Thöni, via Dei Campi 83 a San Valentino alla Muta, coordinate 46°46’11.42″N – 10°31’57.03″E     Campeggio ben attrezzato, servizi pulitissimi, barbecue (personalmente testato), wifi e piazzole sul prato. Costo in base alla stagione (vedi sito).
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LAGO DI MOLVENO
L’indomani continuiamo il nostro viaggio spostandoci verso la provincia di Trento per raggiungere il Lago di Molveno.
Lungo la strada si ha subito la percezione di come cambi il paesaggio rispetto all’Alto Adige.
Nel tragitto ci fermiamo allo stabilimento della famosa birra Forst, che si trova a Lagundo (Frazione Foresta) in Vinschgauerstrasse 9 . Abbiamo acquistato una buona scorta di buonissime birre e ci siamo pentiti di non aver provato il ristorante. Da giugno a settembre il giovedì è possibile, solo su prenotazione, fare una visita guidata dello stabilimento.
Arrivati a Molveno purtroppo i nostri progetti, che prevedevano un trekking lungo il sentiero per la malga di Andalo, naufragano a causa del maltempo che rendeva poco sicuro il percorso.
Ripieghiamo allora su un giro nel paese e soprattutto sull’acquisto di carne salada, grappe
e canederli.
Quello di Molveno è un lago piuttosto esteso, accogliente e limpido. E’ un’ottima meta turistica, specialmente in primavera-estate.
La brutta giornata purtroppo non ci ha permesso di apprezzarlo come merita.
In pratica: notte nell’area attrezzata di via Lungolago 25, parcheggio molto grande con camper service e colonnine per la corrente. Comodo per muoversi a piedi, vicino ad un supermercato. Accanto c’è un campeggio.
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LAGO DI TENNO
Il giorno seguente il maltempo ci accompagna nel nostro viaggio fino al Lago di Tenno, costringendoci a trascorrere quasi tutto il giorno in camper nell’area sosta.
Soltanto nel tardo pomeriggio abbiamo una piccola tregua che ci concede un primo scorcio sul lago, malinconico nei suoi colori del “post-temporale”.
La mattina dopo il tempo è cambiato e compare un timido Sole, quindi ci avviamo finalmente alla volta del lago.
La passeggiata descrive un anello intorno all’acqua e non è per nulla impegnativa (noi ci abbiamo messo 45 minuti con andatura lenta).
Il colore verde dell’acqua, unito al fogliame ancora invernale, crea un’atmosfera fatata.
Sembra quasi di trovarsi dentro ad un quadro.
Al centro del lago spunta un piccolo isolotto, che in estate diventa raggiungibile a piedi per l’abbassamento del livello delle acque.
Ci godiamo la passeggiata circondati solo dai rumori della natura.
Il lago è balneabile quando le temperature lo permettono e presenta anche una piccola spiaggia per cani.
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Più tardi ci incamminiamo alla volta di Canale di Tenno, un borgo medievale che dai suoi 600 metri di altezza si affaccia sul lato trentino del Lago di Garda.
Grazie al suo ottimo stato di conservazione dell’urbanistica originaria è stato dichiarato “uno dei borghi più belli d’Italia”.
Perdersi nei vicoli tra le case in pietra è un’esperienza da provare, sembra di fare un vero e proprio viaggio nel tempo.
Quasi disabitata (conta solo 50 abitanti) Canale di Tenno mantiene intatta la sua identità medievale testimoniata anche da manifestazioni come “il rustico medioevo“.
Per arrivarci partendo dal lago si seguono le indicazioni (si trovano in prossimità della scalinata che conduce al lago) e si imbocca un sentiero che in una ventina di minuti porta al borgo.
Durante la camminata si può ammirare il paesaggio sul Lago di Garda.
In pratica: notte nell’area camper Lago di Tenno, Str. Stat. 421- Località Lago di Tenno, coordinate 45°56’2.0113”N 10°48’45.6420E
Area sosta molto spartana, ma comoda per il lago. Si parla di doccia, ma noi abbiamo visto solo una tenda da doccia in mezzo all’area sosta e un rubinetto..un po’ troppo per parlare di doccia. Però c’è un barbecue.
Costo 20 euro al giorno con corrente e carico/scarico. Sistema di pagamento strano, con deposito del denaro in una cassetta e ricevuta da esporre sul parabrezza.

 

Salutiamo la bellezza del Trentino-Alto Adige e facciamo ritorno a casa..ma questo è un arrivederci!
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Greta & Davide
Vedi anche:
L’IMMOBILITA’ DEL TEMPO, IL LAGO DI RESIA
ALLA SCOPERTA DI BOLZANO E DELLA SUA STORIA

10 thoughts on “PRIMAVERA IN TRENTINO ALTO ADIGE

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