Viaggi in Italia

CINQUE TERRE E GOLFO DEI POETI, FINESTRE SUL MARE

Una terra che vive in un perfetto equilibrio tra montagna e mare, perfettamente integrata negli elementi.
Terra e acqua si incontrano e danno origine ad uno dei luoghi più suggestivi e romantici d’Italia, il Golfo dei Poeti e le Cinque Terre.
Abbiamo scelto questa come meta per il nostro viaggio di una settimana di inizio aprile.
Quello che abbiamo trovato non ha disatteso le aspettative.
Acque limpidissime e turchesi, paesi che sfidano le altezze delle falesie a strapiombo sul mare, natura impervia faticosamente sfidata dall’uomo e la tradizione della pesca.
Il tratto di costa ligure che va da Sestri Levante alla Versilia è tutto questo, poesia per gli occhi.
Nel nostro viaggio abbiamo cercato un giusto compromesso tra visita delle città, trekking e relax.
Ovunque abbiamo trovato strade di facile percorribilità e un’ottima accoglienza, anche per i nostri cani Paco e Mela.
Ovviamente la tradizione gastronomica ha avuto un ruolo da protagonista.
Vino,Pesto, focaccia, farinata e tanto pesce hanno accompagnato il nostro viaggio.
I borghi di pescatori affascinarono artisti e scrittori come Byron, Shelley e Montale e ancor’oggi non finiscono di incantare.
La bellezza di questi anfiteatri d’acqua rende la zona una meta molto gettonata dai turisti di tutto il mondo, quindi noi consigliamo di visitarla in questo periodo, quando il turismo non è ancora di massa e consente di apprezzarla al meglio.
GIORNO1: LERICI -TELLARO
Siamo arrivati a Lerici appena calato il sole e ci siamo stabiliti nell’area sosta di Via Matteotti (Località La Vallata).
L’indomani è iniziata l’esplorazione: dall’area sosta abbiamo raggiunto il lungomare, ancora libero dai turisti e dagli ombrelloni (seguire la strada in discesa, una volta arrivati al lungomare tenere la sinistra).
In poco siamo arrivati al centro, dove ci siamo addentrati nei carruggi.
Già da lontano si vede il Castello, che dall’alto del suo promontorio domina l’intera baia.
La fortificazione, una delle meglio conservate della Liguria, è raggiungibile con una lunga scalinata o, più comodamente, con un ascensore gratuito.
Al suo interno anche il museo geopaleontologico.
Terminato il giro per il centro, abbiamo intrapreso il sentiero fino alla vicina Tellaro.
Da Piazza Garibaldi seguire le indicazioni per il sentiero 433 in direzione “bocca di magra”.
Si inizia con una lunga scalinata, seguita da un breve tratto di strada asfaltata per poi arrivare al sentiero vero e proprio.
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In un’ora e mezza circa, circondati dal verde della rigogliosa vegetazione e ammaliati dalle fugaci apparizioni del mare turchese, si raggiunge la piccola Tellaro.
Non stupisce che il borgo venga definito “la sesta terra”.
Con la sua semplicità di borgo marinaro, Tellaro si fa guardare..e rimane nella memoria di chi ha avuto la fortuna di incontrarla.
Le case colorate, le barche di legno e gli scogli a strapiombo sul mare rendono ogni angolo un perfetto scorcio da cartolina.
Data la minore fama di Tellaro rispetto alle più note Cinque Terre l’affluenza di turismo è ridotta e questo permette di ammirare al meglio questo gioiellino sul mare.
Da non perdere la Sagra del polpo, che si tiene ad agosto.
Dopo un po’ di relax sugli scogli, facciamo ritorno a Lerici con l’autobus.
La fermata è nella piazza centrale, biglietti acquistabili nel tabacchi e nel bazar della piazza (attenzione alla chiusura della pausa pranzo).
I cani possono salire, seppur con guinzaglio e museruola, pagando il biglietto in caso di animali di taglia grande. In dieci minuti si arriva in centro a Lerici.
A metà pomeriggio si parte alla volta di Portovenere.
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In pratica: Notte all’area sosta di Via Giacomo Matteotti, Località la Vallata. Coordinate N 44.08178, E 9.9127 Area sosta piccola, tranquilla, ma un po’ sporca. Nessun servizio. Costo 15 € dalle 8 alle 20, attenzione perchè la macchinetta accetta solo monete! Lungomare raggiungibile in dieci minuti, camminando sulla strada.
Amici a quattro zampe: accettati in diversi bar o trattorie. I cani possono salire sull’autobus, seppur con guinzaglio e museruola, pagando il biglietto in caso di cani di taglia grande. Evitare gli orari di punta. Divieto di introdurli in spiaggia ( anche se fuori stagione si può chiudere un occhio).
Attenzione perchè in tutta la zona di La Spezia si verificano dei botti dovuti alle esercitazioni militari della vicina marina.
GIORNO 2: PORTOVENERE
Portovenere ci ha incantati.
Sarà stato il fascino austero delle rocce scure delle scogliere o i colori pastello delle case, quel che è certo è che Portovenere ci è piaciuta così tanto da farci tornare per trascorrervi anche l’ultimo giorno del viaggio.
Arriviamo nell’area sosta in Località Cavo, situata in una posizione ottima per ammirare il mare e per raggiungere il centro.
La mattina seguente percorriamo la strada che dall’area sosta va fino al centro, tutta al margine della strada asfaltata, per circa 1,5 km.
Portovenere è una perfetta combinazione di rusticità, data dalle rocce e dalle falesie, e di eleganza, grazie ai locali sul lungomare.
Arrivati al centro storico il colpo d’occhio è meraviglioso: un susseguirsi di alte case colorate che si affacciano sul mare.
Una tavolozza di tinte sgargianti che nella passeggiata ci indirizza verso il promontorio dominato dalla Chiesa di San Pietro.
Qua e là si vedono piccole barche colorate e i pescatori intenti a sistemarle.
Ma è il promontorio la parte secondo noi più suggestiva.
L’impronta dell’uomo qui si fonde perfettamente con la natura, creando uno scorcio da ammirare da ogni angolazione.
La Chiesa di San Pietro sorge all’estremità del promontorio, affacciata sul mare.
Sotto di lei i resti delle antiche mura che proteggevano l’abitato.
L’aspetto della chiesa è essenziale e austero, come anche i suoi interni; il tutto è caratterizzato dall’alternanza di linee bianche e nere tipiche del gotico ligure.
Da qui si può contemplare la sconfinatezza del mare e perdersi nei propri pensieri, accompagnati dal suono delle onde.
Di fronte a sè l’Isola Palmaria, raggiungibile in battello.
A pochi metri dalla chiesa c’è una porta che si apre letteralmente sul mare, che conduce ad una scalinata che permette di osservare la Grotta Arpaia, ricordata da Byron.
Saliamo poi fino ad arrivare alla Chiesa di San Lorenzo e ancora più su fino al Castello Doria, la massiccia fortezza da cui si apre una visuale meravigliosa (quel giorno purtroppo era chiuso).
Nel porticciolo durante la mattina si trovano due piccole barche che vendono il pesce pescato durante la notte, ad un prezzo ottimo e con la garanzia della freschezza.
Noi abbiamo optato per un grongo di 2 kg! QUI LA RICETTA: IL GRONGO DI PORTOVENERE.
Non ci siamo poi fatti mancare un assaggio dei muscoli di Portovenere (acquistati al mercato di La Spezia), i cui allevamenti sono visibili dal lungomare.
Vista la vicinanza della marina militare, più volte si sentono dei “botti” dovuti alle esercitazioni, attenzione ai cani perchè potrebbero spaventarsi (come è successo a Mela!).
In pratica: ATTENZIONE! Da Gennaio 2018 non è più possibile sostare c/o l’area sosta, Il cavo, che avevamo segnalato per un ordinanza del comune che ne vieta l’acesso con tanto di barriere. Quindi l’unica soluzione rimane quella di arrivare a Portovenere tramite la tratta dei bus che partono da La Spezia . Orari e tratte per Portovenere

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GIORNO 3: LA SPEZIA – LEVANTO
La mattina seguente ci svegliamo presto e raggiungiamo la vicina La Spezia,diretti al mercato che si tiene tutte le mattine nell’omonima Piazza Mercato.
La soluzione più comoda per la sosta è il parcheggio in Viale n. Fieschi, all’altezza dell’ospedale militare.
Qui abbiamo trovato verdure, carni, formaggi tipici della Val di Vara, ma soprattutto tanto, tantissimo pesce fresco.
Visti i prezzi convenienti e la genuinità dei prodotti, facciamo una buona scorta, che poi congeliamo una volta in camper.
Da consigliare anche i formaggi del piccolo banco di Naturalmente Lunigiana, che propone prodotti genuini e naturali prodotti nella natura vicino a Pontremoli.
Attenzione perchè il lunedì il mercato c’è, ma mancano tutti i banchi del pesce.
Noi non abbiamo fatto in tempo ad includerlo nel nostro itinerario, ma anche La Spezia offre delle bellezze da visitare.
Passeggiando per le vie centrali si vedono le indicazioni che conducono al Castello di San Giorgio, fortificazione medievale, e agli annessi Museo archeologico e Pinacoteca, in cui sono esposti molti oggetti romani e pre-romani.
Vi sono poi il Museo del Sigillo, la cui collezione è probabilmente la più grande del mondo, e il Museo Navale, che si trova accanto all’ingresso principale dell’Arsenale marittimo della città.
Raggiungiamo poi il camping Acqua Dolce di Levanto, che sarà il nostro punto di partenza per le Cinque Terre.
Dopo un pranzo veloce a base di focaccia e formaggi della Val di Vara, esploriamo Levanto, cittadina di origine medievale.
Il campeggio si trova nella parte storica della città, che conserva testimonianze quali le mura, la Torre dell’Orologio,la Loggia Comunale e la bella parrocchiale di Sant’Andrea.
A due passi dal campeggio si trova via Garibaldi, che sostanzialmente attraversa tutto il centro città, conducendo sino alla stazione in 10 minuti a piedi.

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Più tardi lasciamo i cani a riposare in camper e ci avviamo con le bici alla volta della pista ciclo-pedonale della ex ferrovia.
Questo facile percorso è stato realizzato a partire dalla vecchia ferrovia dismessa e collega i paesi di Levanto, Bonassola e Framura.
In un alternarsi di fredde gallerie e di soleggiati tratti affacciati sul mare, in una mezz’oretta si completa il percorso.
Il percorso offre degli scorci mozzafiato sulle acque limpide e rivela piccole spiaggette altrimenti invisibili.
Un consiglio: meglio coprirsi un po’ di più perchè nelle gallerie è davvero molto freddo e umido.
Prima di cena facciamo un rapido giro nella vicinissima spiaggia, dove facciamo giocare i cani; l’accesso agli animali non è consentito, ma fuori stagione e in orari poco frequentati si può chiudere un occhio.
In pratica: Notte al Camping Acqua Dolce, via Guido Semenza 5 (cartelli con indicazioni molto chiare). Coordinate  44°10’0” N 9°36’48” E
Un bel campeggio, molto pulito e ben organizzato, posizione ottima.
Costo per camper+due adulti+elettricità (cani gratuiti) 27 € a notte.
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GIORNO 4: CORNIGLIA -VERNAZZA – MONTEROSSO
Iniziamo la nostra scoperta delle Cinque Terre, dal 1997 un Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
Dalla stazione (una decina di minuti dal camping) prendiamo il treno e raggiungiamo Corniglia, la “terra”centrale.
All’arrivo ci si trova, si può dire, davanti al nulla. E’ solo percorrendo una lunga scalinata (quasi 400 gradini!) che si accede al centro abitato, l’unico non direttamente affacciato sul mare. Per chi preferisce, c’è la possibilità di prendere una navetta fuori dalla stazione.
Corniglia è un piccolo mondo sospeso su una ripida scogliera.
Sembra che la salita non finisca mai, neanche quando si arriva al paese.
I vicoli stretti e intricati si arrampicano in un dedalo di scalini e portoni.
Arrivando infine alla terrazza panoramica di Santa Maria si capisce però il motivo di tutta questa fatica: la vista è meravigliosa, c’è da perdersi nell’azzurro del mare e si riesce a vedere persino la vicina Manarola.
Ci incamminiamo poi alla volta del sentiero diretto a Vernazza, seguendo i cartelli.
Il costo del percorso fino a Monterosso è di 7,50 €.
In pratica: treno che collega con una buona frequenza tutte le Cinque Terre a Levanto, costo di ogni singolo viaggio 4€, durata del biglietto 75 minuti.
In caso di più viaggi vengono proposte diverse card del Parco Nazionale delle 5 Terre 16 euro un giorno, 27 euro 2 giorni.
I cani possono viaggiare sui treni a patto che abbiano guinzaglio e museruola.
Importante anche avere con sè il loro libretto sanitario. A prescindere dalla taglia, pagano un biglietto da 1,90€.

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Immersi nel verde degli ulivi camminiamo per un’ora e mezza, fino a vedere comparire sotto ai nostri occhi la meta: Vernazza.
Il sentiero è accessibile anche ai cani che, anzi, si sono divertiti molto a destreggiarsi tra le salite e le discese.
La casette colorate di Vernazza diventano sempre più vicine e finalmente arriviamo.
Decidiamo di rilassarci e pranzare seduti lungo il molo. Quello è anche il punto più caratteristico e suggestivo del borgo.
Vi si concentrano infatti le principali bellezze della città: le abitazioni dai colori pastello, la parrocchiale di Santa Margherita di Antiochia e, sul lato opposto, la Torre di Belforte, che insieme alla fortezza è ciò che resta dell’antico castello. Quest’ultimo è visitabile e offre una bella panoramica sull’intero paese e su Monterosso.
A rendere ancora più evidente l’identità del borgo, lungo il molo sono sempre presenti dei pescatori, intenti a sistemare le loro barche o a prepararle per una lunga nottata di pesca.
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Ripartiamo poi lungo il sentiero per Monterosso, che parte dietro alla Parrocchiale.
Alcuni tratti vedono delle scale ripide e sono un po’ faticosi, tuttavia il sentiero è accessibile a tutti.
Anche in questo caso ci si ritrova immersi nella fitta vegetazione mediterranea che regala qua e là degli scorci sull’infinito del mare.
Monterosso si è raggiunge in un’ora e mezza.
Il monumento più prezioso è la Parrocchiale di San Giovanni Battista, attorno alla quale si snoda il dedalo di vicoli del centro storico.
Monterosso è un po’ diversa dalle altre “quattro terre”, sicuramente presenta un assetto urbano più vasto e meno inaccessibile.
Anche la spiaggia è la più estesa, garantendo un afflusso turistico maggiore.
Camminando sul lungomare, a destra rispetto alla stazione, si arriva ad una spiaggia da cui si può osservare una statua molto suggestiva: un imponente Nettuno si erge a ridosso della scogliera e domina la spiaggia che ne prende il nome.
Questa scultura alta 14 metri decorava la Villa Pastine, di cui oggi restano soltanto i ruderi.
Passeggiare fra le strade di Monterosso fa capire molto bene perchè Montale sia stato così ispirato e affascinato, tanto da scegliere proprio qui la sua residenza estiva.
Le bellezze delle Cinque Terre vengono ritratte con passione nelle sue opere e divengono immortali nei suoi versi.
In questi luoghi si respira poesia.

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GIORNO 5: RIOMAGGIORE – MANAROLA
Il giorno seguente riprendiamo il treno, questa volta diretti a Riomaggiore.
Il borgo si raggiunge dalla stazione attraversando un tunnel decorato da un colorato mosaico.
La centrale via Colombo è ricca di negozi e ristoranti e conduce sempre più in alto, con un intrecciarsi di ripide scalette che portano alle vie superiori.
Le case, con i tipici colori pastello, si sviluppano in altezza e collegate fra loro a formare una schiera variopinta.
Abbiamo deciso di camminare fra le viuzze fino ad arrivare al Castello, che sorge sull’omonimo colle (risalendo la via che parte dalla chiesa di San Giovanni Battista).
Purtroppo la celebre Via dell’Amore, che permetterebbe di raggiungere a piedi Manarola, è ancora chiusa a causa della frana verificatasi nel 2012.
Lo scorcio più bello di tutto il borgo è tuttavia il porticciolo con le sue alte case colorate.
Dagli scogli ci si perde osservando tutte le loro piccole persiane.
Pranziamo con un freschissimo cono di fritto misto di pesce, appena preparato, dal negozietto “Il pescato cucinato“. Ottimo sia per qualità che per il prezzo.

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Sui pendii di un alto sperone roccioso sorge Manarola, dove arriviamo ancora una volta con il treno (la Via dell’Amore è chiusa).
La via centrale si snoda lungo l’asse principale del borgo, forse il meno caotico fra tutte le Cinque Terre.
Al termine della strada si arriva al porticciolo, incastonato fra due speroni di roccia scura che lentamente si inabissano nel mare.
Anche qui veniamo stregati dai colori delle alte abitazioni (quasi delle case-torri) che si affacciano sul porto.
Impossibile non pensare alla sfida dell’uomo a questi luoghi apparentemente inabitabili e alle fatiche necessarie per costruire una tale bellezza. Il tutto in grande armonia con il territorio.
L’altra caratteristica di Manarola è la presenza delle colorate barche dei pescatori “parcheggiate” lungo il corso principale.
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GIORNO 6:PORTOVENERE
L’ultimo giorno decidiamo di tornare a Portovenere, per goderci un po’ di relax.
Ci riposiamo sulla piccola spiaggia, accompagnati dai cani vista la poca presenza di persone, e facciamo un’ultima passeggiata sul promontorio della Chiesa di San Pietro.
Il giorno seguente approdiamo a La Spezia per fare una grande scorta di pesce e facciamo ritorno a casa.
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Davide & Greta

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